Riflessione forzata… freddo pungente…

E eccomi qua, dal basso della mia tastiera, a scrivere qualcosa senza avere niente da scrivere. Eh si, perchè a volte si vorrebbe scrivere, ma non si ha davvero niente da raccontare a parte che ho una febbre idiota a 37,5, di quelle che non è febbre, ma comunque resti inchiodato a casa come un cretino. Dovrei iniziare a studiare e credo che lo farò appena ho finito di scrivere perchè ne ho voglia. Mi annoio da morire e piuttosto che stare senza fare niente, preferisco studiare. Mi faccio quella dosetta di autostima perchè faccio quello che devo fare e via, si campa più o meno bene. Ho tempo fino agli inizi di febbraio per studiare un librone enorme. Non ci riuscirò mai. Oddio… potrei anche chi lo sa… non date mai niente per scontato. Magari riesco in questo e non in quello che ho studiato sei mesi. Tipica cosa da me. Ho dolori dovunque. Strani e preoccupanti. Mi fa male un ginocchio, una caviglia e un piede. Inoltre da un po’ posso suonare poco e niente perchè mi fa male una mano. Questo non va per niente bene. Questo non va proprio bene. Appena mi passa la febbre devo fare una corsa dall’ortopedico. Me possino cecà. Mi potete staccare i piedi a morsi, cecare tutti e due gli occhi, strappare la lingua, potete farmi quello che volete, MA NON MI TOCCATE LE MANI E LE ORECCHIE. Ma nessuno mai prende sul serio le cose se non sono affari suoi. I dolori degli altri sono sempre ipocondriaci. Così come al solito me la devo sbrigare più o meno da solo. Quest’inverno il freddo mi sta paralizzando. Non lo sopporto. Non mi permette di fare niente. Appena metto il naso fuori di casa è come se mi si paralizzassero tutti gli arti e devo correre dentro quanto più velocemente è possibile. Non lo sopporto. Ho bisogno di stare in giro io. Ho bisogno di andare a suonare, di andare a fare i cazzi miei e tutto il resto. Per esempio ho dei lavori da fare su una Les Paul e devo andare giù in garage per farli. Sto rimandando da stamattina perchè non riesco a sopportare il freddo che devo affrontare. Non posso dormire a casa mia per quanto freddo fa. Le coperte sono bagnate per l’umidità e la pittura sta cadendo dai muri proprio a causa di questo. E io sono materialmente fottuto. Entro in quella casa e resto paralizzato, come al solito. Appena ho un po’ di freddo non ho più la lucidità di fare niente. Dovrei cambiare il letto e non ce la faccio, dovrei fare un caffè, non ce la faccio. Prima scappo e meglio è. Non lo sopporto più. Una volta non sopportavo il caldo e preferivo il freddo. Adesso appena prendo un pochino di freddo mi blocco totalmente e mi viene la febbre. Poi fa caldo e non vedi l’ora che venga un po’ di frescura; fa freddo e non vedi l’ora che venga un pò di caluria. Non lo sopporto. NON LO SOPPORTO PIÙ.

Poetry with no rules…


poetry with no rules
like a brain storm
as good only for fools
someone can understand
and someone really can’t
babe, look at your hands
scars passes by your pen
they’re deep, they’re a lure
so catch a fish, you can
i’m pretty sure.

poesia senza regole
come un tempesta dal cervello
buona solo per i pazzi
qualcuno può capire
e qualcuno non riesce proprio
bimba, guarda le tue mani
le tue cicatrici passano per la tua penna
sono profonde, sono un’esca
su, cattura il tuo pesce, puoi
ne sono quasi sicuro.

La Merda Spalata


Spalare merda è la prerogativa di ogni essere umano. Lo facciamo dalla mattina alla sera. Spaliamo merda su noi stessi e sugli altri, sulle cose che odiamo e stranamente anche su quelle che amiamo, sulle cose giuste ed ingiuste. Stiamo tutti là rincoglioniti a vedere che va tutto a puttane senza fare mai niente ed anche io, che scrivo di tanto in tanto su questo blog, non posso essere da meno semplicemente tenendo quest’ultimo segreto a tutti coloro che mi conoscono bene come i miei amici e la mia ragazza. Credo di aver bisogno che certe cose le leggano degli sconosciuti, non chi mi conosce. Non lo so, ma in questo modo anche io mi spalo parecchia merda addosso. Solo una persona che conosco sa di questo mio blog, ma io nn scrivo mai di lei perchè non mi va e perchè non avrebbe senso. Non ricorderà mai dell’esistenza di queste mie pagine. Per me, oramai è diventato impossibile fare tutto ciò che mi piaceva fare. Ultimamente suono di merda e l’arte in genere come la poesia, il disegno, la musica… sono cose che non mi riescono più come una volta. Perchè mi hanno convinto che sono cose che non servono a niente e so che qualunque cosa io faccia dovrei star facendone un’altra. Per cui… fanculo i bei pensieri e le belle parole. In fondo non può essere la mia depressione a dettare la mia totale sterilità artistica. Molte opere dipendono dall’odio e dalla depressione. Nella maggior parte dei casi l’arte è il frutto e l’odio è il seme. Ma la rassegnazione è la merda che con quella grossa pala arancione che vedete in questa pagina sto spalando sulla mia arte. Adesso mi sento oppresso. Respiro a stento e le mura di questa stanza dipinta di rosso mi sembrano le pareti di una scatoletta di tonno che butterei volentieri giù in un colpo solo. Sento l’incredibile voglia di uscire fuori e tirare una cazzo di boccata d’aria che mi faccia stare meglio. Ma poi vado fuori e mi rendo conto che l’aria è la stessa di quella che c’è qua dentro. Ho calpestato la mia identità, la mia diversità. Ci ho passeggiato sopra come niente fosse. Ora sono uno di loro, uno di tutti. Oppressione e soppressione. Ora fumo per vizio, prima lo facevo per gusto. Ora ascolto la musica per riordinare i cassetti, prima la studiavo e l’assimilavo. Ora ho un paio di occhiali squadrati come ce l’hanno tutti, prima ne avevo un paio rotondi come quelli di Lennon. Mi sto uccidendo piano piano. Vorrei solo che servisse a qualcosa. Vorrei solo che ne valesse la pena. Vorrei un pensiero, un gesto. Non molto. Un gesto.

Dimensione interiore…

Ed eccomi ancora che insisto. Insisto a scrivere cose che dovrebbero essere la spiegazione, nell’accezione letterale del termine, di una dimensione interiore sfuggevole che sembra che io stia cercando, ma che a questo punto dubito che esista. Perchè ci metto tutta la buona volontà, cerco di svegliarmi col sorriso sulla faccia, cerco di prendere il mondo di petto, come vuole essere preso, ma non faccio altro che svegliarmi ogni istante da un sonno profondo impregnato di sogno. Senza potere. Senza potenza. Solamente delusione a destra, a sinistra, dietro ed avanti. Perchè tutto quello che leggo tra le righe di questa dimensione è idiozia allo stato puro, superficialità, come se al mondo bastasse com’è, anche se ci fosse qualcosa in più, questa dimensione non la cerca e si ferma li dov’è. Questo sono io e anche se ho cercato di ricacciarmi nel profondo di me stesso, sono sempre qua a ricordarmi che non sono morto, che ci sono e ci sarò per sempre. Quello che i superficiali definiscono una palla, perchè d’estate si va al mare e non si riflette. Perchè basta essere su una sdraio con migliaia di persone sudaticce attorno per sentirsi vivi e realizzati. Questo è il massimo che vogliamo e troviamo dei nomi simpatici che non significano un cazzo per definire le persone come me, pallidine, tristi, con altre priorità. Li chiamiamo stronzi, emo, dark. La gente esagera. Tu dici uno e loro capiscono cento. La cosa che mi rallegra è che non mi potrete mai leggere da una spiaggia mentre sudaticci cercate, per qualche motivo, di sprecare la vostra vita di merda senza fare un cazzo, senza costruire niente. A voi basta d’essere uno qualunque, io voglio essere di più. Siate invidiosi, mordetevi lo stomaco da soli e puntatemi il dito, sputatemi addosso perchè faccio ridere. Non ho bisogno di voi. Non ho bisogno di un cazzo di nessuno. Soprattutto di questo mondo inutile e fancazzista. Non mi serve. Siete solo delle puttane che vanno a puttane, non ve lo dimenticate.

Insonnia…

Mi sono reso conto di alcune cose. Sono estremamente ansioso ed ho dei forti disturbi del sonno. Quando fuori e buio non riesco a dormire in nessuna maniera. Questa estate sto soffrendo il caldo in una maniera abnorme. Ogni anno non è stato un grosso problema per me. Ma quest’anno è una tortura ed il sonno non viene. Sono perennemente teso ed ogni cosa mi fa scattare e peggiora il mio umore. Credo che questa cosa, se prima era limitata a qualche episodio, adesso stia peggiorando davvero molto perchè, ora pensandoci, non mi mette in condizioni di avere dei sani e normali rapporti con le persone, ma con chiunque, che siano i miei genitori, la mia ragazza o il primo sconosciuto. Ho un sonno assurdo, e con questo non voglio dire che vorrei andare a dormire, ma che mi addormento e mi sveglio totalmente "a cazzo di cane" e tutto questo non giova ai miei ritmi di studio. Attualmente sono le due di notte inoltrate. Domani mattina alle 9 devo andare a fare colazione al bar ed alle 10 devo andare a prendere mia nonna, poi torno a casa e devo studiare, senza contare che alle 4 e mezza circa il gatto mi sveglierà stroppiandomi quel poco di sonno, ammesso che sopraggiungerà. Ho letto di meditazioni e rimedi strani, alternativi. Vorrei vedere se trovo qualche bevanda naturale o qualcosa che mi aiuti a rilassarmi. Una volta diventai un tossico di camomilla. Non vi dico. Mi faceva effetto DROGA che appena bevuta amavo tutto il mondo e volevo solo fare l’amore con chiunque. Mi rendeva un HIPPIE in pratica. Adesso non mi fa più una mazza. Prendevo della valeriana gentilmente offerta dalla mia ex ragazza farmacista qualche anno fa e non mi faceva una benemerita sega di niente. Forse dovrei provare con la Marijuana. Quella sicuro mi sbatterebbe sul letto a dormire senza fare troppi complimenti. Ho letto delle classificazioni dell’insonnia e sembra che la mia sia di quelle più cupe e disastrose. Una distruttiva insonnia cronica della peggiore specie, almeno secondo la mia analisi e sembra che tutto derivi dall’ansia. In effetti sono una pila elettrica. Sto cadendo a pezzi.

Riflessione sul tempo…


Ieri sera, prima di addormentarmi, pensavo. Ho riflettuto un attimo sul tempo che passa. Leggevo un fumetto. Pensavo ai giornalini a fumetti che ho e ai prezzi di quelli che ho trovato su internet. Ho pensato che i prezzi sono alti perchè saranno sicuramente più vecchi dei miei, in fondo questi risalgono solo agli anni ’80. Poi mi sono reso conto che dall’80 ad ora sono passati trent’anni. Pensate che per chi è più grande anche il ’60 è stato "ieri". Per cui il tempo è qualcosa di dinamico che per quanto il passato sia passato e non esiste più, come qualcuno ci insegna, in qualche modo cambia. Per cui si può considerare il passato come ancora esistente, oppure il fatto che risieda nella concezione umana non ne definisce una qualche esistenza? Si, lo so, devo smetterla di leggere TEX.

Reset


Reset. Sarebbe facile fare come si fa coi computer. Premi un tasto e tutto riparte com’era, con molta probabilità. Certo non se si tratta di un PC sotto Windows. Comunque, senza dilungarmi con squallide battute del tipo di quest’ultima, inizio di nuovo a scrivere sperando che durerà, anche se ne dubito profondamente. Sarà, ma quando mi sento così, mi viene voglia di scrivere. Un motivo deve esserci. Qualcosa deve pur significare.

5

Vaffanculo alla gente. A tutta la gente. Perchè è così prevedibile…

4

Vaffanculo a quelli che scrivono le frasette su Chuck Norris perchè non si rendono conto che prendendo per il culo un uomo l’hanno reso un mito.

3

Vaffanculo alla gente ottusa perchè non vede più in là del proprio naso, perchè capiscono il valore delle cose solo quando le hanno perse.